Ricambio d’aria in fabbrica: il raffrescatore industriale può garantirlo

Come garantire il ricambio d’aria in fabbrica anche dopo il lockdown

È terminata la fase del lockdown, caratterizzata da una scrupolosa attenzione alle regole di comportamento per evitare la diffusione del coronavirus, che ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Molte fabbriche hanno dovuto chiudere, molte aziende hanno attivato lo smart working, molte altre sono rimaste operative riorganizzando però gli spazi lavorativi e seguendo rigidi protocolli di sicurezza.

Nella fase della ripartenza, le imprese dovranno attenersi a stringenti misure anticovid, tra cui il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e dei guanti, l’eventuale controllo della temperatura, detergenti igienizzanti a disposizione all’entrata, l’accesso contingentato agli spazi comuni, la sanificazione degli ambienti, un ricambio d’aria frequente con un sistema di raffrescamento che crei un microclima confortevole. Per offrire ai lavoratori una temperatura ottimale e un’aria salubre è consigliato l’uso del raffrescatore industriale evaporativo.

Il raffrescamento industriale per favorire il benessere dei lavoratori

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La ripresa dell’attività lavorativa post lockdown è vincolata alla tutela della salute dei lavoratori, in questo senso vengono raccomandate tipologie di climatizzazione, come il raffrescatore industriale, che assicurino la circolazione di aria pulita al 100%, libera da polveri, fumi tossici, odori sgradevoli, germi e virus. Un raffrescatore evaporativo è una soluzione di climatizzazione alternativa, che si adatta a molti settori lavorativi, dalle scuole ai centri commerciali, dai capannoni industriali agli allevamenti, dagli ospedali agli uffici. L’aria condizionata evaporativa si ottiene tramite lo scambio tra l’acqua e l’aria calda, nel contatto l’acqua evapora abbassando la temperatura dell’aria.

Il raffrescatore evaporativo funziona grazie a una ventola interna che attira l’aria calda esterna, che poi attraverso i pad bagnati viene convogliata fredda nell’ambiente. Rispetto all’aria condizionata, che ricicla sempre la stessa aria, i raffrescatori evaporativi prelevano l’aria filtrandola e rinfrescandola, trattenendo la fuoriuscita dell’aria viziata e calda. In virtù del loro potere raffrescante sono indispensabili d’estate per offrire ai lavoratori una temperatura regolata in base a quella esterna, evitando eccessive variazioni termiche e i malesseri che si verificano con flussi d’aria troppo fredda.

Aria pulita e fresca nel rispetto dell’ambiente

In un ambiente di lavoro più o meno spazioso, quando le temperature estive sono elevate, c’è il rischio che la qualità dell’aria venga compromessa. Cosa che va contro le disposizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccomanda di frequentare ambienti aerati e non umidi per evitare le possibilità di contagio.

Uno dei vantaggi dei raffrescatori evaporativi è proprio la qualità dell’aria, priva di impurità e sempre rinnovata, purché si tengano sempre aperte porte e finestre per un ricambio continuo e per consentire la fuoriuscita dell’aria. Con questi apparecchi si raffresca l’ambiente in modo naturale, senza l’utilizzo di gas refrigeranti e senza produrre emissioni di CFC, che hanno un impatto negativo sull’ambiente.

L’uso di dispositivi evaporativi è particolarmente conveniente anche sul piano del risparmio dato che utilizzano una quantità ridotta di acqua e consumano l’80% di energia in meno rispetto ai sistemi di refrigerazione convenzionali. Inoltre, si installano facilmente e non richiedono elevati costi di manutenzione. Si deve soltanto aver cura di installarli in spazi sufficientemente ampi e di verificare che i pad siano costantemente saturi d’acqua durante il funzionamento.